Onestà? Disonestà?

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Chi sono gli ONESTI? E i DISONESTI?
Secondo una ricerca della University of California quando riceviamo una proposta equa e onesta nel nostro cervello si scatena la stessa reazione che si genera quando mangiamo il nostro cibo preferito, vinciamo dei soldi o vediamo un bel viso.

Quando invece riceviamo una risposta sleale e disonesta si attiva una parte del nostro cervello associata al disgusto. Ma dopo la prima reazione, possiamo anche accettare l”offerta sleale, mettendo da parte la repulsione iniziale pur di ricevere un piccolo beneficio.

Certo è che gli ONESTI sono spesso silenziosi. Per questa ragione Martin Luther King affermava di non aver “paura della cattiveria dei malvagi ma del silenzio degli onesti”.

Alcuni sostengono che l’ONESTA’ e la DISONESTA  proprio come il BENE ed il MALE siano due concetti relativi aperti alla libera interpretazione a seconda dei punti di vista e non è un caso che gli stessi sostengano che la prova dell’onestà si compia al riparo dallo sguardo altrui.

Capita allora che l’ONESTA’ possa essere identificata se messa a confronto con  la furbizia degli altri.  In Italia il furbo è diffusissimo ed  è ritenuto un piccolo eroe da imitare. Chi “frega” gli altri solleva ammirazione.

Di contro  gli onesti soccombono e nelle vesti di spettatori inermi combattono il proprio diagio, spegnendosi lentamente.

Comincia così il viaggio nella definizione di ciò che, secondo il buon senso possa essere definito ONESTO ovvero DISONESTO.

Attenzione però !!! Il nostro obiettivo non è il sensazionalismo d’accompagno allo strillo giornalistico quanto una opportunità di riflessione su ciò che sta rovinando generazioni intere.